Le attività sovrazonali del Piano Regionale di contrasto al Gioco d’Azzardo patologico intraprese dall’ASL TO3

di Paolo Jarre

Con Determinazione n. 882 del 21/12/2017 la Direzione Sanità dell’Assessorato alla Salute della Regione Piemonte ha impegnato appositi fondi a favore dei Dipartimenti di Patologia delle Dipendenze delle ASL della Regione per finanziare attività inerenti il contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico.
Oltre alle somme destinate ad ogni ASL per il personale e le attività previste dai singoli Piani locali delle Dipendenze, sono stati allocati ad alcune Aziende finanziamenti per la realizzazione di Progetti Sovralocali, ossia di interesse per l’intero territorio regionale, e precisamente:

• All’ASL Torino città per la realizzazione del Piano formativo generale, e lo sviluppo di
applicazioni per pc e l’attivazione del sito “giocopatologicopiemonte.it”
• All’ASL TO 3 per la realizzazione del “profilo” dei formatori per una formazione obbligatoria destinata agli operatori degli esercizi
di gioco; la stesura del modulo di attività formativa; l’effettuazione di una ricerca per valutare l’impatto delle attività di informazione
e comunicazione; l’individuazione di moduli residenziali/semiresidenziali; il potenziamento dell’Osservatorio Epidemiologico regionale delle Dipendenze (OED)
• All’ASL TO 4 per azioni di incentivazione verso i Comuni (concorso di idee)
• All’ASL CN1 per sostenere la comunicazione e la promozione del contenuto e del
valore dell’offerta di trattamento; l’individuazione di buone pratiche presenti, la pianificazione di fasi e dimensioni del piano formativo e la predisposizione di offerte formative per gli operatori
• All’ASL CN2 per implementare l’attività di formazione nelle scuole (alunni e insegnanti).

Presentiamo qui di seguito lo stato dell’arte dei progetti assegnati all’ASL TO 3

ATTIVITÀ FINANZIATE SUL FONDO

Come sopra accennato, l’ASL TO3 è stata destinataria, oltre che di una importante quota di finanziamento per potenziare ad hoc l’OED (Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze), di una somma di € 778.538,00 da impegnare specificamente per:
• la realizzazione dei profili dei formatori e la progettazione di specifici moduli di formazione obbligatoria per gestori e personale, differenziati a seconda del fatto che la vendita di prodotti di gioco in denaro costituisca una delle attività (bar, tabacchi…) o l’attività esclusiva (sale giochi e scommesse…); per effettuare incontri con le organizzazioni di categoria dei gestori ed esercenti, nonché con gli Enti di esercizio del trasporto pubblico, locale e regionale; progettare un modulo formativo di e-learning per diversi Ordini professionali (Medici e Psicologi …) → 28.538 €;
• aggiornare e potenziare i contenuti del portale “www.giocopatologicopiemonte.it” e Facebook attraverso l’istituzione di un Gruppo di Lavoro (GL) con competenze professionali cliniche e informatiche (in rete con l’ASL Città di Torino e con il Settore Comunicazione della Regione Piemonte) → 40.000 €
• stipulare una convenzione con l’IFC-CNR di Pisa e gestire la ricerca quantitativa sul gioco problematico in Piemonte e sulle variazioni determinate dall’entrata in vigore della Legge regionale → 70.000 €
• realizzare una ricerca quali-quantitativa sulle carriere di gioco dei giocatori piemontesi → 40.000 €
• individuare nuovi moduli residenziali/semiresidenziali e regionalizzare quelli già esistenti → 600.000 € (400.000 € per Enti Accreditati e 200.000 € per regionalizzazione interventi residenziali ASL TO3).

Realizzazione dei profili dei formatori e inserimento modulo specifico nei programmi di formazione obbligatoria per gestori e personale.
È stato predisposto un provvedimento regionale di approvazione dei corsi su 2 livelli (8 ore per titolari esercizi generalisti con apparecchi automatici di gioco e 16 ore per titolari e lavoratori di esercizi dedicati esclusivamente alla vendita di prodotti di gioco in
denaro) in collaborazione con i competenti organi regionali nell’anno 2017. È in corso di predisposizione, su indicazione regionale, l’elenco dei formatori qualificati cui potranno attingere le agenzie formative accreditate per erogare la formazione.
Incontri con le organizzazioni di categoria dei gestori ed esercenti nonché gli Enti di esercizio trasporto pubblico, locale e regionale.
Sono già stati svolti in Regione incontri specifici sul tema con le organizzazioni di categoria generaliste (Confcommercio…); sono da attivare, dopo la formalizzazione del provvedimento regionale di approvazione dei corsi, incontri con le organizzazioni di settore.

Progettazione modulo formativo di e-learning per ordini professionali (Medici e Psicologi…).
È in corso, sulla scorta dell’esperienza della progettazione e costruzione di 2 moduli FAD per operatori sanitari e operatori commerciali predisposti su incarico dell’Istituto Superiore di Sanità; il completamento è previsto nell’aprile 2019.

Aggiornamento e potenziamento dei contenuti del portale “www.giocopatologicopiemonte.it” e Facebook con l’istituzione di un GL con competenze professionali cliniche ed informatiche.
È stato costituito un gruppo di lavoro misto ASL TO3, ASL Città di Torino e Settore Comunicazione della Regione per governare le complesse interazioni tra sito, social, chat-line, blog, web, App e così via. L’ASL TO3 ha già conferito uno specifico incarico professionale per 7 ore settimanali da portare a 10 nel 2019 ad un esperto del settore con competenze cliniche sul gioco d’azzardo. Analogo provvedimento è in corso di attuazione da parte dell’ASL Città di Torino a valere su una quota trasferita del fondo specifico.

Stipula della convenzione con l’IFC-CNR di Pisa per il monitoraggio epidemiologico del gioco d’azzardo nella Regione PiemonteIl progetto GAPS 2018 – Gambling Adult PopulationSurvey.
La Convenzione è stata approvata e sottoscritta nel mese di agosto 2018 e il progetto attivato; la sua conclusione è prevista nell’aprile 2019. A fine novembre il CNR spedirà i questionari ai cittadini campionati residenti in 80 Comuni piemontesi le cui Amministrazioni sono già state coinvolte per migliorare i tassi di adesione alla ricerca. La popolazione target è costituita dai soggetti residenti in Piemonte compresi nella fascia di età 18-80 anni.
L’indagine epidemiologica verrà svolta tramite la somministrazione di un questionario anonimo inviato a mezzo postale ad un campione rappresentativo di soggetti, estratto in maniera casuale dalle liste anagrafiche dei Comuni selezionati nell’ambito del disegno campionario.
Il primo obiettivo specifico dello studio è stato raggiunto attraverso la progettazione di uno strumento di rilevazione di informazioni di dettaglio sulla diffusione del gioco d’azzardo nella popolazione generale (questionario GAPS) unitamente all’applicazione della metodologia scientifica consolidata dell’indagine epidemiologica IPSAD®, condotta da IFC-CNR.
Lo studio mira a fornire stime rappresentative a livello di singola Azienda Sanitaria Locale, attualmente non disponibili, rispetto a:

  • La diffusione del gioco
  • Le caratteristiche economiche, sociali e culturali dei giocatori
  • Il comportamento di gioco (frequenza e giochi preferiti, luoghi di gioco, soldi spesi,
    ecc.)
  • Il grado di problematicità correlato e la percezione del rischio
  • L’associazione tra comportamento di gioco, tipologie di giochi praticati e componenti
    sociodemografiche, individuali, ambientali e comportamentali.

L’obiettivo della valutazione dell’efficacia dell’art. 5, L.R. 9/2016, il cosiddetto “distanziometro”, sarà raggiunto tramite la comparazione dei dati complessivi di prevalenza regionale relativi al gioco a rischio e problematico nel 2018 (ad un annodall’entrata in vigore dell’art. 5, L.R 9/2016 su tutto il territorio regionale) con quelli comparabili e disponibili forniti della rilevazione IPSAD® 2017 (anno precedente l’entrata in vigore dell’art. 5, L.R 9/2016) per la regione Piemonte. Ciò pur tenendo in debito conto che l’obiettivo prioritario di tale disposizione normativa è di tipo preventivo su coloro che non sono ancora giocatori o giocatori patologici, riducendo le possibilità di incontro non intenzionale con l’offerta di gioco.

Per il raggiungimento dell’obiettivo di valutazione dell’impatto della restrizione oraria del funzionamento degli apparecchi di gioco, ex. art. 6 L.R 9/2016, saranno utilizzati i dati epidemiologici raccolti attraverso un disegno di studio e specifici metodi di analisi semisperimentali di valutazione di impatto (Gertler et al., 2016).
Tenendo conto che le disposizioni di cui all’art. 6, L.R. 9/2016 sono state applicate dai Comuni del territorio regionale tramite Ordinanze e/o Regolamenti che impongono limitazioni temporali di varia misura all’esercizio del gioco, ai fini dell’analisi il disegno
dello studio prevede la suddivisione dei Comuni piemontesi in tre categorie:

  1. Comuni che non hanno approvato alcuna restrizione all’orario di funzionamento
    degli apparecchi automatici di gioco;
  2. Comuni che hanno limitato l’orario di funzionamento ad un numero di ore inferiore
    o uguale a dieci;
  3. Comuni che hanno limitato l’orario di funzionamento ad un tempo eguale o superiore
    alle dieci ore e mezza.

Sulla base di questo livello di stratificazione verrà messo a punto un piano di campionamento finalizzato a selezionare la popolazione di un numero rappresentativo di Comuni appartenenti a ciascuna categoria.
L’analisi permetterà il confronto rispetto alla prevalenza del gioco problematico e alla tipologia di gioco praticato come primo gioco per problematicità, tra individui residenti in Comuni appartenenti alle tre categorie individuate.
Ciò per valutare se la restrizione oraria dell’offerta (in vigore dove disposta ANCHE per le sale dedicate) – in aggiunta a quella geografica in teoria in vigore in Piemonte dal novembre 2017 – oltre che sulla riduzione delle perdite al gioco con apparecchi
per l’insieme della popolazione dei giocatori con tali dispositivi, dato già acclarato, aggiunga un più di protezione rispetto all’evoluzione problematica del comportamento.

Ricerca qualitativa sulle carriere di gioco“Giocatori alla ricerca”
È stata attivata nel mese di marzo 2018 la collaborazione, nell’ambito del Piano Locale delle Dipendenze dell’ASL TO 3 per l’anno 2018, con Determinazione dirigenziale, con la Società di ricerca sociologica di Torino ECLECTICA, per la progettazione e l’esecuzione
di una ricerca qualitativa sulle carriere di gioco dei giocatori d’azzardo piemontesi che non afferiscono ai servizi, e sull’impatto determinato sulle carriere stesse dalla nuova legislazione regionale.
Sono già stati intervistati 40 giocatori di 2 distinte aree dell’ASL TO3 (la media Valle di Susa e la cintura ovest) e 10 gestori; è stata estesa dal settembre 2018 la ricerca al territorio dell’ASL di Novara con particolare riguardo ai Comuni lungo il Ticino confinanti
con la Lombardia, con ulteriori 20 interviste (in corso) a giocatori e 10 a titolari di esercizi commerciali del gioco. A fine novembre verranno gestiti 2 focus group a Collegno e Novara con i diversi stakeholder della filiera commerciale in corso di reclutamento.
Termine previsto: aprile 2019.

La ricerca si è svolta inizialmente in due aree dell’ASL TO3 caratterizzate da diversa disponibilità di accesso al gioco, una ad alta intensità di offerta (Rivoli e dintorni), e l’altra con minore intensità dopo l’entrata in vigore dell’art. 5 della L.R. (media valle
Susa). A integrazione e completamento si è realizzata l’estensione del territorio oggetto di studio alla zona di Novara, confine con la Regione Lombardia, che sembra essere caratterizzata dal fenomeno del pendolarismo del gioco, in quanto nei comuni lombardi non esistono le restrizioni relative alle Slot e VLT introdotte recentemente in Piemonte.

Lo scopo generale della ricerca è quello di fornire elementi utili a coloro che si occupano di prevenzione e cura del gioco patologico per elaborare strategie di intervento locali. Obiettivo sarà infatti quello di mettere in luce fattori protettivi e di rischio tipici del contesto piemontese. A questo scopo lo studio si occupa anche di indagare gli effetti della legge regionale 9/2016 che ha introdotto una limitazione degli orari (art. 6) e l’introduzione di distanze minime degli apparecchi da gioco da luoghi sensibili (art. 5 e 13).
L’approccio teorico è quello delle traiettorie biografiche dei giocatori, con particolare attenzione alle “carriere di gioco” (Reith & Dobbie, 2012; Tira et al. 2013; Poysty and Majamaki 2012), gli eventi di vita a esse collegati (Holdsworth et al. 2014; Nuske et al.
2014), le strategie di autocontrollo vs. i fattori che portano alla perdita di controllo (Hing et al. 2012), l’impatto del gioco dal punto di vista relazionale, culturale, economico e sociale (Langham et al 2016), l’influenza dei contesti di gioco frequentati (Bensimon et
al. 2013).
Il disegno della ricerca è stato definito in modo da ricavare dati comparabili con il dataset prodotto da un recente studio condotto sul territorio di Napoli.

Lo studio si avvale di metodi qualitativi: interviste individuali rivolte a giocatori e focus group con rappresentanti dell’offerta.
I giocatori (60), non necessariamente definibili come problematici secondo criteri diagnostici, sono stati individuati tra i frequentatori dei luoghi di gioco (ricevitorie/tabaccherie, sale giochi e scommesse, bar, sale bingo).
Si è proceduto a una scelta ragionata del campione in modo che sia composto da soggetti di età e di genere misti, di livello socio-culturale medio e dediti a tipi di gioco diversificati, con particolare attenzione per i giocatori di slot e VLT. La traccia di intervista
individuale (semi-strutturata) verte sulle carriere di gioco e in particolare sui fattori di incremento e di riduzione della frequenza e dell’intensità di gioco, sia quelli individuali che quelli sociali, compresi i regolamenti locali.
Saranno inoltre realizzati 2 focus group con gestori di sale da gioco, ricevitorie e locali dotati di apparecchi da gioco per raccogliere il punto di vista dell’offerta e discutere dell’impatto dei regolamenti locali.

Individuazione dei nuovi moduli residenziali/semiresidenziali degli Enti del Privato sociale accreditato
L’ipotesi iniziale dalla quale si era partiti nel corso della redazione del Piano era quella di finanziare l’avvio di 2- 3 startup originali nel settore, a cura di due Enti accreditati (o più se uniti da accordi specifici) che erogassero a regime prestazioni residenziali o semiresidenziali differenti da quelle già disponibili presso le strutture pubbliche dell’ASL TO3. In particolare la residenzialità comunitaria a lungo termine, “classica” ma adattata al gioco patologico, quella pre-serale/notturna e quella a medio-breve termine (1-3 mesi), sulla falsariga delle altre esperienze analoghe presenti in Italia (“Orthos” a Siena, 21 giorni; “Pluto” a Reggio Emilia 1-3 mesi).

All’inizio di settembre si è tenuto il primo incontro con gli Enti accreditati presenti nel Coordinamento regionale e in quella sede si è esplicitata l’impossibilità da parte loro di attivare – in una situazione di incertezza rispetto alla domanda – progetti totalmente
nuovi come sede, personale e programma. La richiesta è stata quella di prendere atto dell’esistente, consistente di fatto in esperienze estremamente contenute nei numeri degli utenti trattati – da 2 a 5 in toto per esperienza – e tutte, tranne 1, il Progetto “Cash”
del CTS, consistenti in singoli inserimenti in programmi generalisti per le dipendenze.
L’ipotesi di lavoro condivisa è da un lato quella di tralasciare l’ipotesi iniziale di attivazione di realtà totalmente nuove, ma anche di non utilizzare il fondo per remunerare singoli inserimenti di giocatori in programmi non dedicati specificamente.
È stato rimandato agli Enti accreditati il compito di individuare 1-2 soggetti, anche previa associazione tra più Enti (o definizione di modalità per individuarli), che si assumano l’onere di progettare specifici moduli di non meno di 3-4 soggetti residenti contemporaneamente che vadano a soddisfare le tipologie di inserimenti residenziali sopra descritti.

Regionalizzazione degli interventi residenziali già esistenti presso ASL TO3 (Comunità breve “Sidecar” e Modulo “Bisogna saper perdere” presso CT “Lucignolo & Co.”)
Il 25 luglio u.s. è stata data formale comunicazione a tutti i Ser.D. e ai Dipartimenti di “Patologia delle dipendenze” della Regione Piemonte che dalla data 1 ottobre 2018 sarebbe stato possibile inviare utenti residenti in tutto il territorio regionale affetti da
Disturbo da Gioco d’Azzardo presso:

  • *Modulo residenziale “Bisogna saper perdere”, 6 mesi, CT “Lucignolo & Co.” Via
    Roma 30 10098 Rivoli (To)
  • *CT Breve “Sidecar” (9 giorni), primo ciclo utile a decorrere dal sabato 6 ottobre alla
    domenica 14 ottobre.

Si comunicava altresì che era in corso di completamento il lavoro di rivalorizzazione del costo/giornata effettivo dei due servizi residenziali; ciò permetterà all’ASL TO3 di procedere al reintegro progressivo dei costi, tramite il calcolo delle giornate di
permanenza dei singoli ospiti, a valere sulla quota su indicata di 200.000 €, sino al suo esaurimento.
Era anche richiesta una stima approssimativa per ciascuno dei Servizi destinatari del numero degli invii nel periodo di un anno dal 1 ottobre 2018 al 30 settembre 2019 per ciascuno dei 2 Servizi, tenendo conto che il Modulo “Bisogna saper perdereˮ presso la CT “Lucignolo & Co.” ha una capienza massima di 8 persone (compresi gli invii della ASL TO3), e considerata la durata semestrale di una gestione di un massimo di 16-20 (considerati i drop-out) soggetti/anno, oltre al fatto che “Sidecar”, in previsione di uno sviluppo a pieno regime (4 cicli / anno), ha una capienza massima di 48 persone /anno. La stima, completata a inizio ottobre, è (ad esclusione degli invii dell’ASL TO3) la seguente:
Lucignolo 17 inserimenti
Sidecar 21 inserimenti.

ATTIVITÀ NON FINANZIATE SUL FONDO (REALIZZATE SU FONDO CORRENTE)

È in corso dall’inizio del 2018 un’indagine sui soggetti in carico presso i Servizi per le dipendenze per gioco d’azzardo patologico del Piemonte.
Sono studiati i comportamenti di gioco sia dei soggetti che erano già in carico alla data di entrata in vigore del cosiddetto “distanziometro” per i bar e o i tabacchi (20 novembre 2017), sia di coloro che sono stati presi in carico successivamente.
Viene approfondito lo studio delle opinioni sulla normativa regionale e sull’impatto determinato sulle carriere di gioco.
Sono disponibili al momento quasi 500 questionari di intervista in corso di elaborazione da parte dell’Osservatorio Epidemiologico regionale delle dipendenze.
È possibile comunque anticipare che:
da 3/4 a 4/5 dei giocatori d’azzardo in carico in Piemonte ai servizi di cura lo sono per un consumo problematico di gioco con apparecchi automatici di gioco; tra questi la gran parte per uso eccessivo di newslot, che da sole rappresentano il gioco problematico per quasi 2/3 dei giocatori piemontesi in cura.
Ciò conferma l’importanza della focalizzazione normativa su tali dispositivi.
Inoltre la grande maggioranza dei giocatori in carico in Piemonte (oltre il 90%) è favorevole alle disposizioni regionali di contenimento dell’offerta, sia quelle di carattere “spaziale” (distanziometro da luoghi sensibili) che quelle di carattere temporale (ordinanze comunali).
Circa la metà dei giocatori dichiara di essere stato aiutato molto o abbastanza dalla rimozione delle new-slot da gran parte dei bar e dei tabacchi.
Quasi nessuno dichiara di aver dirottato la propria attività di gioco dopo le restrizioni sul gioco online e/o sul gioco illegale.
È stato inoltre progettato un approfondimento regionale sull’andamento del gioco “a distanza” nel 2018 (primo anno di piena applicazione del c.d. “distanziometro” a bar e tabacchi) per valutare se in Piemonte la crescita della spesa sia stata o meno superiore a quella delle altre Regioni italiane; lo studio prevede la collaborazione del Politecnico di Milano che detiene il data-base per conto dei Monopoli di Stato e della filiera commerciale. Si è in attesa dell’autorizzazione da parte di ADM (Amministrazione Dogane e Monopoli) per l’utilizzo dei dati.

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