L’attività dell’Associazione Alcolisti Anonimi nell’emergenza COVID-19 – Contributo raccolto a cura di Valeria Zavan

L’Associazione Alcolisti Anonimi si è doverosamente e responsabilmente adeguata alle normative di legge, pur nella consapevolezza che la mancanza di riunioni, in particolare per chi ha appena iniziato il percorso della astinenza o per gli amici più fragili, questo può creare grande disagio.

Abbiamo cercato, come Consiglio dei Servizi Generali, di fornire alcune indicazioni sul mantenimento dei contatti suggerendo l’uso del telefono, sponsorizzando in particolare le telefonate individuali, sia con gli amici del gruppo che, sicuramente, con il proprio sponsor. Abbiamo sponsorizzato anche l’uso della nostra letteratura, confidando sulla forza che il nostro programma ci trasmette quando riusciamo a tradurre in pratica i suoi suggerimenti, prendendo ad esempio quei tanti “loner” che ai tempi pionieristici d A.A. riuscivano a restare sobri nonostante non avessero a disposizione gruppi nelle vicinanze e potessero comunicare solamente tramite posta o poche sporadiche telefonate.

Ovviamente molti gruppi hanno attivato riunioni on-line che però, a mio modesto avviso, non possono sostituire quelle reali e che soprattutto mostrano una notevole fragilità dal punto di vista dell’anonimato.

In questo senso va forse precisato il senso vero dell’anonimato.

Questo non è tanto il non conoscere il nome degli amici, ma la garanzia che quanto viene detto nelle stanze, anche se virtuali, rimarrà nelle stanze. E’ un valore spirituale inestimabile.

A questo proposito negli U.S.A., che spesso citiamo ma che sono anni luce distanti da noi per anni di esistenza, numero di gruppi e disponibilità economiche, i Servizi Generali hanno emesso un Comunicato che mette chiaramente in guardia dal rischio di intrusioni , per i motivi più diversi, e sulle modalità per limitarne la possibilità. E’ stata segnalata in particolare, anche da autorevoli giornali, la pratica dello Zoom Bombing, che consiste nel partecipare a riunioni virtuali a cui non si è stati invitati al fine di creare confusione, spiare le conversazioni altrui, incitare all’odio o registrare i flussi audio-video per poi diffonderli senza alcuna autorizzazione sui social.

Con questo non siamo certo a proibire ( non ne avremmo nemmeno la facoltà) le riunioni on line, ma a suggerire di non diffondere password e altre chiavi di accesso a persone non conosciute e soprattutto a non creare un elenco di riunioni virtuali da diffondere con le suddette modalità di accesso. Queste resteranno poi nel Web anche quando si potrà tornare alle riunioni vere e rappresenteranno un punto debole nella difesa dei nostri principi fondanti.

In poche parole la raccomandazione è di usare il buon senso e di affidarsi a telefonate individuali, di seguire molto i nuovi venuti singolarmente e di non scambiare le riunioni on line per riunioni reali di gruppo, in cui a volte ci si scambiano confidenze anche molto personali, dando anche informazioni sulle nostre vite private.
Nelle riunioni, fisiche o virtuali, si dovrebbe lavorare sul Programma e non altro.

Cordialmente
Claudio S.
Segretario nazionale A.A. Italia

Alcolisti
Anonimi

Roma, 15/04/2020

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