AICAT – Le conseguenze della pandemia sulla vita dei Club – Contributo raccolto a cura di Valeria Zavan

Durante la pandemia legata al COVID-19 e l’isolamento conseguente, i Club Alcologici Territoriali (già Club degli Alcolisti in Trattamento) sono stati colpiti nel loro più efficace strumento: l’incontro in cerchio, fatto di vicinanza sociale e, soprattutto umana, di scambio diretto, di abbracci, pianti, sorrisi, emozioni che permettono, nel momento presente, di stare in contatto, ascoltare e ascoltarsi.

I Club, riuniti a livello nazionale nell’AICAT, che ne promuove e coordina le attività, costituiscono il cardine dell’approccio ecologico sociale, ideato ed applicato dal Prof. Vladimir Hudolin, psichiatra croato consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tale approccio pone le basi scientifiche e umanistiche nella psichiatria sociale, nella teoria generale dei sistemi e della complessità, nella cibernetica, nel lavoro di rete. Inoltre va in sintonia con tutti i documenti, risoluzioni, piani di azione emanati dall’OMS a partire dal 1978 con la Dichiarazione di Alma Ata che sanciva la centralità del lavoro nel territorio e del protagonismo dei cittadini nei programmi di promozione della salute.
In linea con tali principi, i Club sono dei momenti di incontro settimanale tra persone e famiglie di un territorio: si definiscono, infatti, comunità multifamiliari appartenenti alla comunità locale. Sono nati e stati ampiamente sperimentati per affrontare i problemi di alcol, ma oggi sono capaci di accogliere tutte le difficoltà e le sofferenze, dirette e indirette, legate ad altri stili di vita a rischio (fumo, droghe, azzardo, internet addiction, etc…) e agli squilibri ecologico sociali delle comunità. Più in generale, i Club accolgono il disagio esistenziale connesso alla vulnerabilità della condizione umana.
In un clima di solidale empatia e di condivisione esperienziale, nel Club, così come negli altri momenti previsti dai programmi di formazione ed Educazione Ecologica Continua, si creano le condizioni perché ognuno possa compiere un cambiamento di stile di vita e della propria relazione con sé stesso, con la famiglia, con gli altri, con l’ambiente. Si realizza un vero e proprio percorso di crescita e di maturazione emozionale, culturale, spirituale che migliora non solo la qualità della vita del singolo, ma anche della sua famiglia e della comunità in cui vive e agisce.
Su tutto il territorio nazionale sono presenti circa 2000 Club che vanno a costituire una tra le maggiori esperienze di reti associative italiane che lavora sul territorio per promuovere la salute e migliorare la qualità della vita delle comunità.

Durante il lockdown non è stato facile ricreare il clima degli incontri settimanali con una telefonata, una chat, uno schermo, ma abbiamo cercato di farlo fin da subito.
L’AICAT ha fornito indicazioni sull’utilizzo di alcune piattaforme online e ne ha stimolato l’utilizzo per non perdere il contatto. Sono stati dei Club diversi da quelli che siamo abituati a fare, con nuove opportunità ma anche dei limiti.
Siamo entrati nelle case delle persone, attraverso gli schermi del pc abbiamo conosciuto alcuni membri delle famiglie mai venuti prima al Club, ci siamo visti anche più volte nella settimana e sentiti in qualche modo vicini. É vero anche, tuttavia, che ciò non è avvenuto in maniera regolare e continuativa per tutti i Club: si sono riscontrate, infatti, delle difficoltà nei Club composti da persone più anziane, non avvezze alle nuove tecnologie. In generale però, il contatto telefonico tra i vari membri non è mai mancato.
La fatica del lockdown ha fatto registrare qualche ricaduta nei vecchi stili di vita rischiosi e nelle sofferenze esistenziali. Alcune famiglie si sono unite di più, altre invece hanno fatto fatica, soprattutto quelle all’inizio del percorso. Purtroppo nel periodo del lockdown è stato molto difficile accogliere persone e famiglie nuove, anche se i social della nostra associazione (sito internet e pagine facebook) hanno registrato maggiori contatti anche con chi non conosceva i Club.
In particolare, i social ci hanno permesso di organizzare alcune delle iniziative pubbliche e dei convegni previsti dal nostro movimento. Il 5 aprile 2020, prima domenica del mese di prevenzione alcologica, avremmo dovuto celebrare, come ogni anno, la giornata nazionale dei Club, con varie attività su tutto il territorio nazionale. In alternativa, non potendoci incontrare fisicamente, l’abbiamo organizzata virtualmente creando una pagina facebook dedicata, dove si sono succeduti numerosi interventi e riflessioni sul tema “Vivere il valore del Club nel qui e ora".
Con questa stessa modalità, abbiamo organizzato anche il nostro annuale congresso di Spiritualità Antropologica ed Ecologia Sociale che era previsto ad Assisi nei giorni 8-10 maggio sul tema “Il valore politico della sobrietà". Attraverso una pagina facebook dedicata (Verso Assisi 2021), abbiamo iniziato un percorso virtuale che sta continuando anche adesso, pieno di stimoli e interazioni che ci porteranno fino al prossimo Congresso di Assisi, previsto per maggio 2021.
In generale, al di là della fatica di vedersi ed entrare in contatto dietro uno schermo, questi strumenti si sono rivelati ancora più utili nel periodo dell’isolamento per mantenere i contatti tra i Club e tra le associazioni presenti su tutto il territorio nazionale e per farci conoscere maggiormente nella comunità.
Adesso siamo felici che sia finalmente arrivato il tempo e la possibilità di ritrovarci fisicamente nei Club e nelle comunità, ne avvertivamo davvero un grande bisogno.
Non tutte le sedi dei nostri Club, spesso situate presso circoli, associazioni, luoghi comunali, hanno ancora ripreso piena attività, e a volte siamo costretti a vederci in spazi aperti. Le importanti e sempre necessarie norme di distanziamento sociale ci tengono ancora lontani, e i sistemi di protezione, mascherine in particolare, ci impediscono di vedere completamente i volti e di leggere le emozioni.
Ma tutto questo non ci ferma. I Club da sempre lavorano per un percorso di crescita individuale, familiare, comunitaria che stimola a trasformare le crisi in opportunità.

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